ANALISI DI REDDITIVITA: ROI DATA ANALYTICS

ANALISI DI REDDITIVITA: ROI DATA ANALYTICS

Obiettivo dell’analisi della redditività è quello di valutare la capacità dell’impresa di generare nel tempo risorse sufficienti a remunerare i fattori produttivi impiegati nella gestione operativa.

Il concetto di redditività è quindi inteso per dare una rappresentazione (o giudizio) sulla capacità dell’impresa di generare nel tempo un reddito che remuneri il capitale investito. Pertanto, ai fini dell'analisi sarà necessario fare delle distinzioni sull’orizzonte temporale, dal momento che la gestione operativa dell’azienda impiega fattori produttivi a lento processo di recupero e fattori produttivi a rapido ciclo di recupero.

Quando l'impresa è redditizia ?

Quando genera nell’arco di un determinato orizzonte temporale (di breve e/o di lungo periodo), un reddito in grado di remunerare in modo proporzionale gli impieghi (gli investimenti). 

E' proprio in quest’accezione (di breve e/o di lungo periodo) che si considerano i fattori produttivi, i fattori operativi ed i fattori di struttura che rappresentano gli investimenti in attività circolanti e gli investimenti in attività fisse. 

Sul punto, la scienza aziendalista evidenzia due approcci diversi per la misurazione della redditività della gestione operativa aziendale: l’approccio statico e l’approccio dinamico.

I due approcci, opportunamente combinati, permettono di comprendere l’efficienza economica e l’efficienza produttiva della gestione operativa, ossia l’efficienza delle operazioni che attengono alla trasformazione produttiva dell’azienda lungo il proprio ciclo operativo di acquisto-trasformazione-vendita.

 

L’approccio statico prevede l’utilizzo dei due principali indicatori: 

Il ROI (Return on Investment) Redditività del Capitale Investito totale  che misura la redditività operativa dell’azienda in rapporto ai mezzi totali impiegati (al netto della gestione finanziaria, extracaratteristica, straordinaria e fiscale). Esso consente di misurare il ritorno (redditività) del capitale investito nell’attività tipica dell’impresa ovvero il grado di competitività di un’impresa.

Questo indice è una risposa quantitativa alla politica strategica dell’impresa in quanto sintetizza la remunerazione di tutti quegli investimenti che sono stati sostenuti ed effettuati per lo svolgimento dell’attività tipica o caratteristica senza tenere conto delle politiche di finanziamento a copertura del ciclo operativo di acquisto trasformazione e vendita.

Il ROI Operativo Redditività del Capitale Investito operativo che misura il rendimento del capitale investito nella sola area operativa

 

E’ importante evidenziare che l’analisi della redditività nell'approccio statico descritto, potrebbe essere poco significativa, essendo la stessa influenzata da variabile di natura reddituale (reddito operativo) che provengono dal conto economico e le cui grandezze sono influenzate dagli effetti della politica contabile ovvero delle opzioni alternative offerte dalla norma agli amministratori per la formazione del bilancio d’esercizio, si pensi agli ammortamenti ed agli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri che certamente influenzano il reddito operativo. 

Il COIN (capitale operativo investito netto) è pari alla sommatoria delle attività operative (correnti e non correnti) desunte dalla riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio funzionale. Seguendo la riclassificazione della situazione patrimoniale con il criterio della pertinenza gestionale, il COIN sarà pari alla somma tra il capitale fisso impiegato (impieghi durevoli o attivo fisso) e il capitale circolante netto operativo (differenza tra le attività operative correnti e non correnti, e le passività operative correnti e non correnti). 

 

 

 

L'approccio dinamico che qui chiamiamo il ROI DATA ANALYTICS prevede l'utilizzo di tecniche di Machine Learning in quanto è lo stesso (ROI) ad essere influenzato da molteplici variabili come l'andamento del settore di riferimento, gli obiettivi aziendali, le condizioni macroeconomiche, la capacità di autofinanziamento dell’azienda e, nei casi di indebitamento dell'impresa anche dai tassi di interesse e dalla struttura finanziaria.    

 

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BUONA PASQUA EUROBOND

BUONA PASQUA EUROBOND

Alla luce delle recenti difficoltà che la maggior parte dei Paesi Europei stanno attraversando per causa della conosciuta Pandemia COVID-19, i capi di governo dei paesi più colpiti richiamano ad alta voce e giustamente la solidarietà Europea che è finalizzata a poter utilizzare fondi Europei per le Imprese al fine di arginare il più possibile gli effetti della crisi economica che inevitabilmente sono ancora sconosciuti ai più.

Da un punto di vista economico e finanziario tuttavia ci sono delle variabili difficili da valutare ma che devono comunque essere considerate nelle eventuali emissioni di EuroBond le quali potranno impattare inevitabilmente sul risparmio e sugli investitori privati.

La prima fra tutte è la completa assenza di un sistema comune Europeo di controllo del rischio di credito che rende inevitabilmente vulnerabili i singoli paesi, soprattutto quelli che hanno un elevato ammontare di Debito in quanto la riduzione del Pil che sarà effetto della crisi COVID-19 farà aumentare gli interessi sul Debito e di conseguenza anche lo “spread”, ma soprattutto, cosa accadrà alle Imprese dei singoli Paesi che per accedere alla liquidità che sarà raccolta attraverso le nuove emissioni di EuroBond dovranno indebitarsi aggravando la struttura finanziaria ? Le garanzie saranno adeguatamente coperte ?

 

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ANALISI DI SOSTENIBILITA': LA NATURA DEL DEBITO

ANALISI DI SOSTENIBILITA': LA NATURA DEL DEBITO

In questo articolo parliamo del concetto di sostenibilità , che ad oggi è molto importante per tutto l’ecosistema degli stakeholders.

Vediamo brevemente perché anche le autorità a livello internazionale tendono ad allargare il concetto di sostenibilità ma soprattutto cosa viene inteso per “sostenibilità” dell'Impresa.

L'ormai lontana distinzione netta tra sostenibilità finanziaria del debito e sostenibilità ambientale porta a fare discutere sulle evoluzioni possibili di alcuni principi contabili che ancora oggi, tuttavia, non distinguono in maniera separata e trasparente alcune voci del Bilancio come ad esempio la voce aggregata dei debiti in debiti di natura commerciale e debiti di natura finanziaria.  Infatti è noto che nel mondo contabile si rappresenta la voce dei Debiti nello stato patrimoniale passivo per aggregati di macroclassi all'interno di voci per destinazione guardando più alla forma che alla sostanza.  

Data l'importanza pervasiva della nuova Legge sulla crisi di impresa, diviene necessaria una gestione del rischio di illiquidità più precisa e puntuale e quindi atta e consona al concetto di "sostenibilità" in quanto qual'ora venisse sottovalutata la concezione più allargata di sostenibilità. Infatti, la nuova Legge sulla Crisi di Impresa e dell’insolvenza è indirizzata all'ecosistema delle Imprese ed agli attori del sistema Impresa i quali sono tutti più interessati alla sostenibilità del debito.

A tale fine, per gli scopi conoscitivi ed informativi da fornire al sistema degli stakeholders, bisogna quindi poter analizzare i Bilanci con dati certi e non modificabili affinché gli operatori possano attentamente apporre le opportune considerazioni relativamente ad alcune poste patrimoniali del Bilancio di un'Impresa. Questo al fine di poter attuare, implementare in maniera semplice, diretta e trasparente per tutti gli stakeholders delle valutazioni di rischio atte per l'appunto a poter identificare le giuste scelte correttive per l'appunto in vantaggio delle Imprese le quali possano comunicare in maniera chiara la propria sostenibilità e sopravvivere al dinamismo dei mercati competitivi nei quali operano. 

In ottica prospettica, il concetto di sostenibilità del debito riguarda per l'appunto ai piani previsionali e di cash-flow di un'impresa che viene applicato alle Imprese dal connubio di sostenibilità economica, patrimoniale e finanziaria. Ovviamente l'analisi di sostenibilità del debito è importante perché è proprio il livello di indebitamento di un’impresa che continua a finanziare il business attingendo a fonti finanziarie di medio e lungo periodo che può rendere la stessa impresa non sostenibile in termini finanziari ed economico. 

Il punto di questa notizia è proprio legato alla importanza di una maggiore trasparenza nella natura del debito in quanto i principi contabili non permettono una trasparente informativa tra i debiti di natura commerciale ed i debiti di natura finanziaria, queste divergenze tra i principi contabili applicati nella forma e le esigenze informative degli stakeholders nella sostanza hanno risvolti importanti da un punto di vista fiscale, in particolare sulla normativa ATAD (Anti Tax Avoidance Directive) che per l'appunto intendiamo affrontare in questo contesto che si rivolge alla sostenibilità reale delle Imprese, e quindi ad un Reporting trasparente e non manualmente modificabile. Questo ovviamente non solamente per le Imprese Italiane, ma soprattutto per il sistema eco-ambientale (ecosistema) dei creditori che vedono un’impresa Italiana come cliente o punto di profitto.

Puntualizzata questa importante distinzione sulla natura del Debito, che non è leggibile dalla maggioranza dei Bilanci delle Imprese Italiane, è plausibile ritenere che una debole trasparenza nei confronti degli stakeholders domestici ed internazionali possa avere delle evoluzioni in seno alla trasparenza grazie all'utilizzo di XBRL Data Analytics Engine in quanto permette di estrapolare da alcuni principi contabili informazioni ed intellegibilità del Bilancio di esercizio attraverso una reportistica più trasparente che permette di annullare la confusione informativa tra tutti gli attori del mondo economico-finanziario e distribuire un grande vantaggio informativo per tutti i portatori di interesse.

 

Tuttavia, come accennato, sono in atto evoluzioni sul concetto di sostenibilità di un'impresa. Infatti la sostenibilità non è solamente legata al debito complessivo registrato nello stato patrimoniale tra le passività, ma, come già si parla molto a livello internazionale, l'impresa dovrà essere valutata secondo la sostenibilità ambientale con reporting di Corporate Social Responsability (CSR), il che ha portato a sorpassare la mera “cultura contabile” e dei principi contabili che purché importanti e necessari al fine della redazione di una situazione economico-patrimoniale e finanziaria di un'impresa (Bilancio). Infatti, a seguito della Direttiva UE 95/2014 recepita dal D.Lgs 254/2016 entrato in vigore nel 2017, molte imprese Italiane di grandi dimensione devono redigere una dichiarazione di sostenibilità di carattere non finanziario, dando una breve descrizione del modello aziendale dell’impresa (business model), una descrizione delle politiche applicate in merito agli impatti ambientali e sociali comprese la procedure di diligenza dovuta applicate dagli organi di controllo e soprattutto, dare una trasparente e non soggettiva informativa sui rischi connessi a tali aspetti legati alle attività dell’impresa anche con riferimento ai suoi prodotti, servizi commerciali, ed ai rapporti che possono avere ripercussioni negative, gli indicatori fondamentali di carattere non finanziario (ma anche finanziari se ad essi riconducibili) questi obblighi ricadono sulle imprese che hanno un numero di dipendenti superiore a 500, ad hanno superato almeno uno dei seguenti limiti dimensionali: un attivo patrimoniale superiore a 20 Milioni di Euro e/o ricavi superiori a 40 Milioni di Euro. 

 

In conclusione

Molti Paesi Europei da qualche anno a questa parte hanno già dato per assodato che la sostenibilità ambientale parte dalla sostenibilità economica-finanziaria di un Paese.

La tendenza in atto, anche proveniente dalla Nazioni Unite sul greendeal, è maggiormente concentrata a fare emergere l'importanza fondamentale della sostenibilità dell’ambiente in quanto la sostenibilità finanziaria è il "di cui" della sostenibilità ambientale.

Il concetto di sostenibilità è quindi allargato ed ampio, infatti la sostenibilità finanziaria del debito assunto da un'impresa e/o da un gruppo di Imprese potrebbe avere risvolti sulla sostenibilità ambientale, da qui la maggiore e netta importanza fondamentale del Reporting di Corporate Social Responsability (CSR) che in Italia viene individuato nella "dichiarazione di sostenibilità" all'interno della Relazione sulla gestione ex art. 2428 del codice civile.

 

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