IL RISCHIO NEL MERCATO DEI CAPITALI PER LE PMI

IL RISCHIO NEL MERCATO DEI CAPITALI PER LE PMI

Il mercato dei capitali è l’insieme delle istituzioni coinvolte nel prendere e nel concedere prestiti e nella raccolta di fondi, di regola il rischio nel mercato dei capitali è associato al tempo (time risk) in quanto gli scambi sul mercato dei capitali sono intertemporali ed avvengono nel tempo. 

Dato che molti rischi non possono essere assicurati (come ad esempio quello dell’impresa che voglia assicurarsi contro un calo della domanda o contro l’arrivo di un concorrente migliore), il problema dell’interconnessione tempo-rischio sul mercato dei capitali è di maggiore importanza.

Taluni economisti precisavano che il modo in cui raccogli il capitale determina di per se il modo in cui vengono ripartiti i rischi. Seppure le tecnologie offrono diversità di opportunità, la regola rimane sempre la stessa tra capitale e rischio. 

Sul mercato dei capitali conosciamo due modi principali per raccogliere il capitale: attraverso il debito (capitale di debito) e attraverso il capitale sociale (capitale di rischio). 

Le imprese possono infatti ottenere capitale di debito non solo dalle Banche ma anche emettendo titoli obbligazionari che a loro volta verranno distribuiti nel circuito finanziario tipicamente attraverso altri titoli (fondi, OICR, SGR) che la Banca di regola offre al proprio correntista risparmiatore (abbiamo visto che danni sono stati fatti ai risparmiatori Italiani).

In finanza aziendale il rischio viene associato ad ogni tipo di investimento poiché i risultati futuri sono incerti, quindi si parla del rischiosità associata al capitale di debito e di rischiosità associata al capitale impiegato dall’imprenditore connaturato nel capitale di rischio. Da qui si parla di rischio finanziario nel piano economico-finanziario (business plan) e quindi di “premio per il rischio” per la relazione rendimento-rischio (anche meglio individuabile come rendimento-tempo-rischio).

Il fatto che vi siano dei rischi finanziari (ovvero che chi ha preso a prestito il capitale possa essere insolvente nell’arco di un determinato periodo temporale) spiega perché alcuni operatori pagano un tasso di interesse (i) più alto di altri operatori tipicamente individuato come (i) = “prime rate” + “spread”.

È la legge della domanda e dell’offerta di capitale che spiega come si determinano queste differenze nei tassi di interesse applicate agli operatori sul mercato dei capitali.

Questa legge di mercato spiega perché le grandi imprese che hanno un buon livello di solidità patrimoniale ad adeguati livelli di redditività e liquidità, pagano tassi di interesse (i) più bassi di una PMI. Ad esempio la Audi pagherebbe un tasso di interesse più basso per una determinata quantità di capitale preso in prestito dal mercato rispetto ad una PMI italiana che per dimensione struttura e Fatturato ha numeri decisamente diversi.

Questa prassi, seppure ben consolidata nel mondo finanziario sulla analisi della  “solidità patrimoniale” e della “solvibilità” porta a fare molte riflessioni per quanto riguarda le Banche italiane, in quanto non sono mancati i fallimenti di aziende di grande dimensioni che già pagavano tassi di interesse bassi sul capitale di debito raccolto dal mondo del risparmio. E questo, inevitabilmente a spese delle PMI che pagavano interessi maggiori sul prime rate.

Questa inefficienza operativa degli operatori sul mercato dei capitali e la sottovalutazione dell’analisi di Bilancio è frutto del tipico sistema banca-impresa italiano fondato sul relationship lending (ovvero sul credito relazionale), ovvero sulla regola che: “se mi hai già prestato tanti soldi, per recuperarli, dovrai prestarmene altri”

Ebbene, il risultato di questa inefficienza operativa nel fare analisi di Bilancio e di monitoraggio, è il quantitativo di “non-performing-loan” che probabilmente nel contesto attuale e macroeconomico porterà ad una svolta significativa in termini di “reputational risk” e  “downgrade”.

Pur sempre la regola della finanza sarà che il più elevato rendimento di un’attivita è definito come “premio per il rischio” per quell’attività, ma solo se adeguatamente analizzato.

 

Newsletter di Credit Risk Management!

Ricevi Guide tecniche, Ricerche, Video e Pubblicazioni più rilevanti in ambito economico Europeo.
Ricorda che la registrazione alla newsletter non equivale all'acquisto dei servizi uniGiro. Se desideri ricevere informazioni o assistenza ai servizi unigiro consulta le pagine del sito o scrivici nella pagina "Contatti".

 


UNIGIRO -  MONITORING ENTERPRISE CREDIT RISK

L'unico Motore XBRL in Europa per l'Analisi dei Rischi Finanziari che tramite 100 Indicatori Patrimoniali Economico Finanziari Dinamici monitora in tempo reale e previene la Crisi di Impresa  

 

 


Studio Lupini srl
Via Don Rosmini, 4
21052 Busto Arsizio (VA) IT
MAIL: info@studiolupini.it
VAT:  IT 03611190129
Image
Image
Image
Amazon PayPal
Image
INFORMAZIONI GENERALI
EUROPEAN PRIVACY POLICY