INDICI DI STRUTTURA

KPI per l'analisi dell'equilibrio patrimoniale e finanziario

Capitale Circolante Netto
Cosa è il Capitale Circolante Netto ? 

 

Questo indicatore misura in termini assoluti l’equilibrio della struttura finanziaria di breve periodo dell’impresa attraverso una semplicissima differenza di due valori che si trovano in tutti i Bilanci delle Imprese. 

A tale scopo è necessario riclassificare lo stato patrimoniale attraverso il criterio finanziario temporale per ottenere i due valori di attivo corrente e passivo corrente che permettono di conoscere il CCN.

 

CCN = (Attività correnti – Passività correnti)

 

Capitale Circolante Netto: Riclassificazione dello Stato patrimoniale condensato RegTech

 

A cosa serve il Capitale Circolante Netto ?

 

Il CCN serve per comprendere in prima istanza se l'Impresa è in grado di far fronte a spese impreviste nei successivi 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.  

Va da se che un valore negativo attesta che l'impresa, in un determinato istante temporale, non ha risorse liquide e disponibili sufficienti per pagare i debiti in scadenza nei successivi 12 mesi.

Quindi vale sempre la regola che un’impresa che presenta un buon equilibrio patrimoniale e finanziario in un determinato istante temporale presenterà una buona struttura finanziaria e sarà meritevole di nuovi finanziamenti ?

L'esperienza insegna che non è sufficiente dare un giudizio positivo in termini di solvibilità guardando solo il Capitale Circolante Netto, in quanto questo risultato è frutto di due ben distinti valori, uno è di natura prettamente legata alla realtà operativa dell'impresa ovvero al ciclo tipico di acquisto-trasformazione-vendita (Capitale di Giro), l'altro è la differenza esistente tra attività e passività che hanno natura meramente finanziaria (liquidità netta).

 

CCN vs Margine di Disponibilità

 

Il capitale circolante netto (CCN) è il risultato di una differenza tra due aggregati che derivano dalla struttura patrimoniale riclassificata i cui valori sono riclassificati con il criterio finanziario temporale ovvero (attivo corrente meno passivo corrente). Questo indicatore è proposto nella letteratura dell’analisi di bilancio come un indice di disponibilità e viene tipicamente utilizzato come vero e proprio margine di sicurezza per i creditori a breve termine.

Il valore del CCN in Italia è anche chiamato margine di disponibilità (o in alcuni casi patrimonio circolante netto) ed è utilizzato per valutare l’equilibrio finanziario dell’Impresa nel breve periodo e per comprendere se l’Impresa può affrontare spese impreviste nei prossimi mesi a decorrere dal valore. Va da se che quando questo valore assoluto è negativo, l’Impresa presenta una struttura patrimoniale e finanziaria che non ha sufficienti risorse nel breve termine per pagare debiti in scadenza e quindi onorare le proprie obbligazioni. Questo indice esprime infatti il valore assoluto (positivo o negativo) che in linea generale dice se la struttura finanziaria corrente dell’Impresa è o meno in equilibrio.

Non bisogna dimenticare che il CCN è un indicatore "statico" e non dinamico, infatti è semplicemente utilizzato per comprendere se l’impresa in un determinato istante temporale ha una struttura finanziaria di breve periodo equilibrata o meno. Tuttavia, come sappiamo, le situazioni patrimoniali e finanziarie dell'impresa possono variare nel tempo. Ciò nonostante, il diffuso utilizzo di questo indicatore anche come parametro "legale" per dare giudizi o valutazioni rimane comodo per le realtà che versano risorse liquide nelle casse dei conti correnti sociale verso fine esercizio aggiustando l'equilibrio in previsione di: giudizi dei revisori sulla continuità e valutazioni legate al merito di credito. 

Vista la sua natura "statica" del CCN, questo è utilizzato solo per analisi strutturali che hanno lo scopo di conoscere la struttura patrimoniale e finanziaria di un'impresa in un determinato istante temporale. Pertanto, è un classico indice di struttura utilizzabile ai fini delle analisi di solidità patrimoniale attraverso le analisi strutturali per matrici multidimensionali, le quali attraverso gli altri KPI, permettono di comprendere lo stato di salute dell’impresa in un determinato istante temporale (tipicamente la chiusura dell’esercizio amministrativo) e trarne le conclusioni utili per raccontare se l’impresa stia o no operando con un adeguato equilibrio patrimoniale-finanziario  

 

 

Analisi dinamica del CCN 

 

La dinamica del CCN può ulteriormente essere considerata per l'analisi di solvibilità il cui obiettivo è la valutazione di un eventuale stato di crisi dell’impresa.

Il Capitale Circolante Netto (CCN) tuttavia, anche se nella sua miglior rappresentazione dinamica, non permette di comprendere la reale dinamica del capitale circolante commerciale dell'impresa che rappresenta il fabbisogno finanziario reale della gestione operativa dell'impresa. 

Questo sarà possibile solamente attraverso una riclassificazione dello stato patrimoniale ottimizzata per le voci patrimoniali di natura commerciale e di natura finanziaria che darà luogo allo schema di riclassificazione proposto.

Al fine di un'analisi finanziaria sull'impresa per flussi sarà necessario comprendere in maniera approfondita o il più approfondita possibile la dinamica del CCN scomponendo questo valore in aggregato di natura puramente finanziaria ed aggregato di natura commerciale/operativa. 

Infatti, i due aggregati dai quali proviene il risultato del CCN non permettono una reale comprensione sul grado di solvibilità dell’attività dell’impresa in senso stretto alla sua attività operativa. Rimarrà quindi sempre difficile comprendere quali siano state le cause che hanno portato ad esempio a risultati di squilibrio patrimoniale-finanziario in un dato esercizio, o anche comprendere perché il capitale circolante netto (CCN) si sia fortemente ridotto in presenza di un volume d’affari (fatturato) analogo a quello del periodo precedente, da qui l’importanza di un’analisi dinamica per flussi e della comprensione degli aggregati che formano il Capitale Circolante Netto /(CCN).

Il Capitale di Giro infatti permette una facile ed immediata comprensione della dinamica del capitale circolante in considerazione dello sfasamento temporale esistente che determina ed influenza il fabbisogno finanziario riferibile alle operazioni correnti della gestione operativa di breve periodo. Questo risultato è importante in quanto rispetto all'utilizzo classico del capitale circolante netto finanziario (Net working capital o CCN) il Capitale di Giro tiene separato il flusso monetario della gestione caratteristica dal flusso di capitale circolante che non ha movimentazioni finanziarie.

La sostanziale importanza dell’analisi finanziaria in termini di analisi di sostenibilità finanziaria della gestione tipica dell’impresa e quindi certamente importante per le valutazioni sulla continuità aziendale è la capacità dell’impresa di generare reddito e liquidità sufficienti da creare valore e ricompensare i fattori produttivi impiegati nell’orizzonte temporale desiderato.

Pertanto, l’aggregato CCN e quindi Indice di liquidità secondaria (current ratio) potrebbero risultare essere dei falsi positivi o falsi negativi.  A tal fine sarà proprio il Capitale di Giro, che, al fine dell’analisi in questione, scompone il CCN finanziario in via analitica per ottenere: attività e passività correnti (o di breve) secondo la loro natura operativa/commerciale del ciclo operativo della gestione tipica corrente dell’impresa ed attività e passività correnti (o di breve) di natura finanziaria con il seguente risultato di sintesi: Capitale di Giro + Liquidità Netta = CCN Finanziario. 

In conclusione, l'indicatore CCN come indicatore a se stante è pressoché poco utile e pertanto sarà necessario che esso vada letto (sia per valori negativi che positivi) alla luce di un insieme più allargato di altri indicatori atti a comprendere l'evoluzione e la dinamica della struttura finanziaria dell'impresa analizzato le dinamiche del Capitale di Giro 

In conclusione, il CCN come è stato utilizzato per le tipiche analisi strutturali con tabelle a matrice negli Internal Based Rating System (IRBS) delle Banche,  necessita di essere ampliato rispetto al passato con l'ausilio di strumenti di analisi che includano altri KPI per valutare la reale sostenibilità della struttura patrimoniale e finanziaria dell’impresa, come ad esempio:

 

  1. Capitale di Giro,
  2. Rapporto di indebitamento diretto 
  3. Indice di copertura patrimoniale,
  4. EBITDA / Posizione Finanziaria Netta
  5. Ebitda margin
  6. Capitale Circolante Netto / Totale Attivo
  7. Elasticità del capitale di giro
  8. Incidenza dei debiti finanziari
  9. Capitale finanziario di giro

 

 

UNIGIRO è un facilitatore regtech di KPI dinamici ed estesi che supportano il monitoraggio verticale in tempo reale sulla sostenibilità finanziaria dell Imprese migliorando gli strumenti di risk management e di governance sociale.

MONITORING ENTERPRISE CREDIT RISK: il primo Smart XBRL Data Analytics Engine Toolkit in Europa per l'Analisi dei Rischi Finanziari che monitora in tempo reale affidabilità e merito creditizio delle Imprese. 

Guida Unigiro

UNIGIRO DEK 2021

Indicatori di Bilancio

Informazioni generali

Metodi di Pagamento

Image
INFORMAZIONI GENERALI
EUROPEAN PRIVACY POLICY